ATRA, Associazione Svizzera per l’Abolizione della Vivisezione


L’ATRA, l’Associazione Svizzera per l’Abolizione della Vivisezione è stata fondata a Lugano nel 1978 dalla Dott.ssa Milly Schär-Manzoli.
Negli anni ATRA ha denunciato laboratori in Svizzera e all’estero e ha salvato tanti animali da un destino crudele. Ha organizzato e partecipato a manifestazioni nazionali ed internazionali, fatto centinaia di stands informativi, conferenze e dibattiti, lanciato petizioni e referendum per far cessare molti esperimenti in Svizzera e ottenuto alcuni importanti successi anche all’estero. Nel 1981 Milly Schär-Manzoli ha fondato l’OIPA-Organizzazione Internazionale per la Protezione degli Animali e nel 1987 Lega Internazionale dei Medici per l’Abolizione della Vivisezione (oggi LIMAV-Medici Internazionali, con sede a Milano). ATRA ha inoltre portato avanti anche alcuni progetti concreti di aiuto agli animali fuori dalla Svizzera, in particolare in India, Romania e Italia.

atra diritti animali

Da quanti anni esiste l’Associazione? 

L’Associazione esiste da quasi 40 anni. L’anno prossimo, infatti, celebreremo l’anniversario, proprio in questo periodo!

Cosa vi ha spinto a dedicarvi alla lotta per la vivisezione?

Gandhi ha detto che “di tutti i crimini neri che l’uomo commette contro il creato, la vivisezione è il più nero”. Aldilà delle opinioni che si possono avere in merito a questa affermazione, è vero che, nel nome di una ricerca che si basa su dati animali per ottenere risultati sull’uomo, si commettono delle atrocità terribili (secondo noi eticamente inaccettabili e scientificamente inutili e superabili). E’  un tema poco approfondito forse anche perché  la disparità di forze tra chi sostiene la vivisezione e chi la contesta è impari: questo vale per la propaganda mediatica, i finanziamenti con fondi pubblici, ecc… La Svizzera, purtroppo, resta uno dei paesi più “vivisettori” del mondo, con oltre mezzo milione di animali uccisi ogni anno negli ambiti più diversi: da quello per la ricerca medica, a quello militare, fino addirittura alla didattica universitaria. Quando si é cominciato a prendere coscienza di questo dramma che tocca la vita degli animali ma anche la salute degli esseri umani, è iniziata questa lotta. E questo vale anche per noi che, anno dopo anno, abbiamo divulgato le tesi antivivisezioniste, sostenuto e promosso iniziative pubbliche, finanziato ricerche senza animali, chiuso laboratori e salvato la vita a migliaia di creature.

Ci sono stati cambiamenti nel corso degli anni? Cosa ci si può aspettare dal 2017?

Ci sono stati cambiamenti positivi dovuti principalmente ad una maggiore sensibilità delle nuove generazioni (anche tra chi studia o lavora nell’ambito della ricerca medica) ma soprattutto grazie alle nuove tecnologie che  permettono in maniera sempre maggiore di sostituire gli obsoleti esperimenti sugli animali con metodologie scientifiche serie ed efficaci. Reportage (anche di forte impatto) e denunce sono sempre più diffusi, e anche questo contribuisce ad una presa di coscienza maggiore. E’ anche vero, però, che ci sono ambiti  della ricerca che si sono molto sviluppati (come quello per esempio delle manipolazioni genetiche) e che, al contrario, hanno comportato violenze sugli animali ancora maggiori. Per concludere, possiamo dire che c’è sicuramente ancora molto da lavoro da fare, ma oggi anche la voce del mondo scientifico che contesta la vivisezione è sempre più forte e determinante.

Per maggiori info: www.atra.info